FIGLIO DI UNA MADRE PERFETTA

COSA SIGNIFICA “PERFEZIONE”?

La PERFEZIONE e´ la caratteristica di ciò che e´ perfetto, senza difetti, che non può essere migliorato. Si tratta di uno stato di completezza e ineccepibilità. La perfezione non appartiene alla natura umana. Questo sta a significare che nessuna persona può essere perfetta, se non nella bellezza della sua imperfezione.

AVERE UNA MADRE PERFETTA

Vuol dire esser cresciuti credendo di non essere mai abbastanza, pensando di non poter mai raggiungerla, sentendosi costantemente inadeguati e fallaci. Venire allevati in questo modo rende estremamente difficile il raggiungimento di un sano equilibrio perché il sentirsi inadeguati spinge alla continua ricerca di qualcosa, di perfezione, che mai si raggiungerà.

LE EMOZIONI DEL FIGLIO

Il figlio di una madre perfetta può essere arrabbiato, in maniera costante, o con picchi esplosivi, ma anche reso, sottomesso, impotente. La lotta verso la perfezione e´ estenuante e continua. Possono esserci piccole pause, momenti sereni in cui tutto sembra “PERFETTO”, ma la crisi e´ dietro l´angolo. Al primo errore, la mamma sarà pronta a criticarlo, ad attaccarlo. Lui vivrà la sua vita condizionato totalmente dalla madre, dal bisogno di vederla soddisfatta di lui, di ricevere complimenti, attenzioni, riconoscimenti, o semplicemente affetto, che non arriverà mai se non in rare occasioni, giustificate però dal fatto che e´ comunque stata la mamma a dirgli come doveva comportarsi. Non si sentirà mai capito, la madre e´ incapace di sintonizzarsi con le sue emozioni, anche se invece e´ convinta di conoscerlo benissimo, di capirlo al solo sguardo. La madre perfetta fa sentire il figlio sbagliato e inadeguato. Il figlio si sente mancante e quindi bisognoso di lei, e questo fa sì che lei sia pronta a rinfacciarglielo in continuazione.

COME IMPARARE A PROTEGGERSI

In questi casi non resta che elaborare il lutto. Si deve giungere alla comprensione che la mamma non può cambiare, sarà sempre così e non riuscirà a rispondere ai suoi bisogni come vorrebbe il figlio. Senz´altro la sua storia e le sue fatiche l´avranno portata a corazzarsi in questo modo, trasformandosi in una wonderwoman per potersi salvare. Al figlio spetta l´arduo compito di ridimensionarla, di riportarla sulla terra, imparando a vedere anche i suoi limiti e i suoi difetti, trasformandola in umana, cosi da poter fare la stessa cosa con se stesso. Solo in questo modo il figlio può trovare pace smettendo di inseguire un´ideale irraggiungibile, in quanto inesistente. Si tratta di un percorso che dura tutta la vita, complesso, che porta a lottare con la distruzione di uno dei bisogni primari, quello di credere che i propri genitori siano perfetti. Quando si arriva con fatica a comprendere le loro debolezze, s´impara ad amarli e apprezzarli per quel che realmente sono, riuscendo a godere di quello che, seppur poco, sono in grado di dare.

POTER SCEGLIERE

Al termine della faticosa salita il figlio troverà se stesso, con i suoi bisogni reali. Questo gli permetterà di vivere liberamente la propria vita, senza sentire la continua necessità di adeguarsi a ciò che la mamma ritiene essere giusto. Conoscerà quelli che sono i suoi desideri e la sua identità. Sgombro da inutili pesi, sarà in grado di iniziare a sentire anche le proprie competenze, così da poter innalzare la sua autostima. Sentirà di poter essere lui a soddisfare i propri bisogni, senza dover più aspettarsi che lo faccia la sua mamma. Dopo aver rafforzato se stesso, sarà in grado di scegliere consapevolmente le persone in grado di dargli ciò di cui ha bisogno, riuscendo a instaurare sane e positive relazioni affettive.

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