IL CONFLITTO NELLA COPPIA

GOTTMAN, importante studioso e ricercatore in questo ambito, ha definito un Modello a Cascata individuando tre tipologie di coppia che si interfacciano alla dinamica conflittuale:

  • coppie che si validano reciprocamente in un ciclo comunicativo di ascolto\cooperazione che sono cosi in grado di creare intimità e superare gli ostacoli congiuntamente
  • coppie che esteriorizzano i loro conflitti utilizzando il mondo esterno come contenitore della rabbia
  • coppie che interiorizzano il conflitto che quindi sono dominate da confusione e alienazione

Secondo questo autore le coppie felici sono quelle che nella loro vita quotidiana sono riuscite a stabilire una dinamica che impedisce ai pensieri e ai sentimenti negativi, che esistono in ogni coppia, di sommergere i pensieri e sentimenti positivi. Egli parla di intelligenza emotiva cioè la  capacità di essere consapevoli delle proprie emozioni in modo da essere in grado di capire gli altri e i loro punti di vista molto spesso diversi dai propri.

Lo scambio di coppia che conduce al divorzio si caratterizza per la presenza del lamento, della critica, del disprezzo, insulti, mancanza di considerazione, messa in campo di difese rigide e il ricorso all’ostruzionismo entrando cosi in un circolo vizioso reattivo fatto di attacchi e contro-attacchi.

Il disprezzo, che l’autore ha individuato come più potente predittore di divorzio, comporta sarcasmo e insulti e fa sentire l’altro senza valore. La critica si riferisce in particolar modo a quella rispetto al modo di essere specifico del partner che suppone che l’altro sia cattivo o sbagliato a livello personale. Un altro aspetto negativo individuato è lo stare sulla difensiva che significa cercare costantemente scuse per i propri errori e per le proprie mancanze. In ultimo fare ostruzionismo che comporta l’interruzione radicale della comunicazione non c’è più ascolto e attenzione, ne empatia e interesse verso l’altro. Spesso quest’ultima fase è il risultato del perdurare dei comportamenti sopra citati e spesso comporta il preambolo dell’interruzione definitiva della relazione.

Per quanto riguarda le tecniche di risoluzione del conflitto e evitarne l’escalation l’autore individua i seguenti accorgimenti: non dare il partner per scontato quindi dimostrare attenzione e apprezzamento; evitare di indovinare quello che il partner pensa traendo conclusioni sbagliate ma piuttosto chiedere spiegazioni; non accusare innescando una reazione negativa quanto fermarsi a riflettere sulla realtà, ascoltandosi reciprocamente in uno scambio comunicativo autentico mettendosi cosi nella condizione di poter esprimere le reali opinioni in modo diretto e chiaro; esprimere i risentimenti in maniera tale da farli ascoltare, capire e risolvere senza perdersi di rispetto; non sminuire l’altro per colpirlo poiché l’umiliazione crea ferite difficilmente rimediabili.

Alcuni autori hanno individuato lo stile comunicativo assertivo come tecnica per gestire il conflitto. La comunicazione assertiva è un metodo di interazione con gli altri fondato su alcuni elementi quali un comportamento partecipe attivo e non reattivo, un atteggiamento responsabile caratterizzato da una piena fiducia in sé stessi e negli altri, una piena e completa manifestazione di sé stessi, funzionale all’affermazione dei propri diritti senza la negazione di quelli altrui e senza ansie o sensi di colpa, un atteggiamento non censorio avulso dall’uso di etichette, stereotipi o pregiudizi e la capacità di comunicare i propri sentimenti in maniera chiara e diretta ma non minacciosa e aggressiva. Si basa sul diritto di essere trattati con rispetto, di essere sé stessi e di essere liberi di credere nei propri valori e di agire essendo responsabili delle proprie azioni accettandone le conseguenze. Presupposto dell’assertività è sapere ascoltare ovvero prestare attenzione non solo al contenuto razionale ma anche a quello emotivo della comunicazione, riassumere e dare feedback e chiedere chiarimenti.

È stato dimostrato quindi che quando il conflitto non viene affrontato comporta un ritiro nell’investimento emotivo nelle relazioni, genera rabbia, tensioni, frustrazione e stress peggiorando la relazione e creando un clima teso che non consente la collaborazione. Al contrario, consente la manifestazione del problema, spinge alla ricerca di strategie risolutive alternative, permette di scoprire e attivare risorse che favoriscono il cambiamento, quando ha esito positivo aumenta il senso di autoefficacia e permette di verificare, valutare e migliorare le dinamiche relazionali configurandosi come un’opportunità evolutiva e di crescita reciproca.

Potrebbero interessarti anche...

5 Risposte

  1. Bablofil ha detto:

    Thanks, great article.

  2. ReuhTupe ha detto:

    My brother recommended I may like this blog. He was entirely right. This submit truly made my day. You can not imagine simply how a lot time I had spent for this info! Thank you!
    [url=http://goodchoise.tumblr.com/]horus[/url]

    • dott.ssa ROSANNA SALVATI ha detto:

      I thank you for reading my articles. I am very happy to be able to answer people’s doubts. If there are any themes that interest you, share them with me. See you soon

  3. Somecamn ha detto:

    Bravo, idea brillante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *